Rambo esiste solo nei film.
In caso di emergenza, attendere i soccorsi richiede basi semplici e alla portata di tutti.
di Roma Survival
Quando si parla di sopravvivenza, l’immaginario collettivo ci proietta subito in situazioni estreme: naufragi, apocalissi zombie, disastri naturali… un pò come nell’immagine che vedete qui sopra insomma 🙂
Ma la verità è che la sopravvivenza è una competenza pratica e concreta, utile in molte più situazioni di quanto si pensi. Può fare la differenza in una semplice escursione andata male, durante un blackout in città o in caso di isolamento temporaneo in campagna.
Nel nostro corso base di Roma Survival, insegniamo una cosa fondamentale:
Sopravvivere NON significa dominare la natura.
Sopravvivere significa imparare a gestire l’imprevisto.
Ecco quindi le 5 regole base che ogni persona dovrebbe conoscere.
1. Conosci la “Regola del 3”
È una delle prime cose che insegniamo. La Regola del 3 è una guida mentale per aiutarti a prioritizzare quando sei in emergenza:
- Puoi sopravvivere 3 minuti senza aria (o con un’emorragia grave).
- Puoi sopravvivere 3 ore senza riparo (in condizioni climatiche avverse).
- Puoi sopravvivere 3 giorni senza acqua.
- Puoi sopravvivere 3 settimane senza cibo.
Significa che il fuoco e il cibo vengono molto dopo. La priorità è mantenere la calma, proteggere il corpo dal freddo o dal caldo, e reperire acqua pulita.
2. Applica la regola S.T.O.P.
Quando ti rendi conto che sei in difficoltà, non agire d’impulso.
Il panico è sempre più pericoloso del freddo.
La regola S.T.O.P. è uno dei pilastri della mentalità survival:
- S = Stop: Fermati, non peggiorare la situazione.
- T = Think: Rifletti. Qual è la tua posizione? Hai segnale? Dove sei passato?
- O = Observe: Osserva l’ambiente. Dove batte il sole? Da dove viene il vento? C’è acqua? Riparo?
- P = Plan: Fai un piano. Anche temporaneo. Spesso, decidere di restare fermi è meglio che vagare.
3. Riparati prima che faccia freddo
Uno degli errori più comuni è aspettare troppo prima di pensare al riparo. Il corpo umano perde rapidamente calore.
Insegniamo a costruire tre tipi di riparo in base al tempo disponibile:
- Rifugio improvvisato con telo o mantella (30 minuti)
- Lean-to con copertura naturale (1–2 ore)
- Debris Hut completamente isolante (4 ore e oltre)
Persino in città, in un blackout invernale, sapere come isolare una stanza può fare la differenza.
4. L’acqua non si cerca… si filtra
Dopo il riparo, l’acqua è il tuo secondo grande obiettivo. Ma attenzione: l’acqua contaminata può farti ammalare in meno di 24 ore.
Le tecniche base che insegniamo sono:
- Filtrare con tessuti o sabbia grossolana
- Bollire sempre, se hai un fuoco
- Usare pastiglie potabilizzanti o filtri portatili
Mai bere direttamente da un ruscello, anche se limpido.
5. Il fuoco è vita… ma anche sicurezza
Il fuoco non serve solo a riscaldarsi o cucinare. È:
- Protezione psicologica: la fiamma abbassa l’ansia.
- Segnalazione: di notte è visibile da lontano.
- Difesa: tiene lontani alcuni animali.
- Sterilizzazione: per strumenti o acqua.
Ti insegniamo almeno 3 modi per accendere un fuoco:
- Con accendino o fiammiferi
- Con acciarino e cotone
- Con metodi alternativi (batteria, lente, ecc.)
E soprattutto, dove accenderlo in sicurezza, senza rischi per l’ambiente.
Insomma:
La sopravvivenza è questione di mentalità, questa è la conclusione.
Saper sopravvivere non significa vivere come Bear Grylls.
Significa essere preparati a rimanere calmi e lucidi.
Alla scuola Roma Survival non insegniamo solo tecniche: alleniamo la mentalità, la capacità di leggere il contesto e di agire con semplicità e buon senso.
Non serve vivere nella foresta per essere preparati.
Basta imparare a guardarsi intorno con occhi nuovi.
Se questo articolo ti ha incuriosito, vieni a trovarci per una lezione propedeutica introduttiva: clicca qui per leggere cosa imparerai e quanto ci divertiamo ad ogni corso!
Ti aspettiamo, con i piedi per terra… e lo zaino pronto.
